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Breve introduzione alla mia attività lavorativa

Sono Dirigente Medico di I Livello presso la SSD Neuro-Urologia dell’Unità Spinale Unipolare di Torino (Presidio CTO/Unità Spinale dell’A.O.U Città della Salute e della Scienza di Torino).

Mi occupo, insieme ad altri colleghi, dell’urologia funzionale e della neuro-urologia, ovvero di quella parte dell’urologia che tratta le disfunzioni del basso apparato urinario (e intestinale), sia in pazienti normali che in pazienti affetti da patologie neurologiche (le quali spesso si associano a problematiche urologiche). Inoltre, essendo l’Unità Spinale una struttura che offre un eccezionale percorso riabilitativo ai pazienti con lesione midollare in fase acuta/subacuta, mi occupo di tutte le problematiche urologiche, andrologiche e intestinali dei pazienti mielolesi.

Il mio principale interesse scientifico e chirurgico è rivolto alla Neuromodulazione Sacrale, una terapia basata sulla stimolazione elettrica dei nervi sacrali per ripristinare la funzione d’organo che è stata compromessa. Ho la fortuna di lavorare, all’interno della SSD Neuro-Urologia, nel Centro di Neuromodulazione Sacrale “Fabrizio Rosso”, Centro di Riferimento Nazionale per la Neuromodulazione Sacrale. I due colleghi con cui condivido questa stimolante attività sono delle belle persone, e siamo felici di lavorare insieme.

Potete trovare QUI il mio Curriculum in formato Europeo.

Invece QUI vi racconto la mia formazione personale, a modo mio.

Cosa dicono di me i pazienti

La Neuromodulazione Sacrale

La Neuromodulazione Sacrale è una terapia che consiste nell’usare corrente elettrica per stimolare i nervi sacrali, allo scopo di ripristinare la funzione della vescica, dell’ultimo tratto di intestino e del pavimento pelvico. 

Tale terapia chirurgica e mini-invasiva ha indicazione nei pazienti che soffrono di incontinenza urinaria da urgenza, di incontinenza fecale e di ritenzione urinaria su base non ostruttiva. Altre indicazioni off-label in cui la Neuromodulazione Sacrale dà dei buoni risultati sono il dolore pelvico cronico (per esempio da neuropatia del pudendo, da cistite interstiziale, da sindrome endometriosica) e la stitichezza (da defecazione ostruita o da rallentato transito)

Considerata spesso “un’ultima spiaggia”, la Neuromodulazione Sacrale è in realtà una terapia che, con la fine regolazione del sistema nervoso, permette di togliersi grandi soddisfazioni in innumerevoli disturbi urinari e intestinali. 

Il Centro di Neuromodulazione Sacrale "Fabrizio Rosso" di Torino

Si tratta del Centro Nazionale di Riferimento per la Neuromodulazione Sacrale, ed è il Centro che esegue il maggior numero di impianti in Italia. Afferisce alla SSD di Neuro-Urologia dell’Unità Spinale Unipolare di Torino.

E’ composto da una èquipe di tre medici, quattro infermieri altamente specializzati e un’oss, che in totale autonomia da più di 30 anni seguono i pazienti sottoposti ad impianto prima, durante e dopo l’intervento. 

Al momento, più di 800 pazienti portatori di un sistema di Neuromodulazione Sacrale sono seguiti dal Centro di Torino e i numeri continuano a crescere. Perchè, come diceva la mia vecchia Coordinatrice Maria Luisa, “Una volta che impianti un paziente, te lo sposi per sempre!”. 

Il paziente mieloleso

Tutti i pazienti affetti da una lesione midollare (post-traumatica, da patologia infiammatoria o infettiva, da patologia ischemica) sviluppano una vescica e un intestino neurologici. 

E’ molto importante che il neuro-urologo venga coinvolto in tutte le fasi riabilitative del paziente mieloleso: dalla fase acuta (quando il paziente è ricoverato in un reparto di rianimazione e/o in una struttura riabilitativa) alla fase cronica (quando il paziente ha ripreso in mano la sua vita, ma necessita di costanti controlli dell’apparato urogenitale e intestinale). 

La mia esperienza come neuro-urologo dell’Unità Spinale di Torino è per me un bagaglio prezioso. Comprendere ciò che non funziona in una vescica neurologica ci aiuta a comprendere i meccanismi che regolano la normale funzione vescicale!

Il dolore pelvico cronico

Mi occupo di dolore pelvico cronico, ovvero di dolore persistente localizzato negli organi della pelvi. Esistono tante forme di dolore pelvico cronico, ognuna con la sua storia e con il suo percorso diagnostico-terapeutico: la sindrome del pudendo, la sindrome endometriosica, la vulvodinia, il dolore scrotale, penieno, vescicale, il dolore anale e quello coccigeo, per citare i più noti. 

Il blocco anestetico del pudendo, la radiofrequenza pulsata del pudendo, la neuromodulazione sacrale, le infiltrazioni del ganglio impari sono alcune delle terapie che eseguo per trattare queste forme di dolore. 

Le cistiti ricorrenti

E’ ancora una “stregoneria” la terapia che aiuta a controllare le cistiti ricorrenti. Tra terapie antibiotiche, integratori, erbe, creme e alimenti, il trattamento e la gestione delle cistiti ricorrenti, siano esse batteriche o abatteriche, è una giungla in cui spesso si va a tentativi, con frustrazione da parte del medico e del paziente. 

Stiamo superando il paradigma per cui le cistiti siano un fenomeno a sè, per sposare quella teoria secondo cui l’intestino è il principale protagonista di questa insidiosa patologia. L’intestino non è più uno spettatore passivo; non è solo un facilitatore, ma diventa il promotore di un processo che, tra uno stato infiammatorio cronico e un aumento della permeabilità di barriera, spesso è l’organo da trattare per trattare le cistiti.